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Centro Luigi Temeroli
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Montegrimano Terme (PU), Italy

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INTERVALLO

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23/10/08

IL LIBRO DEL MESE

IL PROFUMO
di Patrick Suskind

Patrick Susckind (1949 - vivente) è uno scrittore Tedesco balzato agli onori delle cronache per il suo primo e a tutt'oggi miglior romanzo: Il profumo 1985.
Ne "il prof
umo" come lo stesso autore anticipa nell'introduzione è narrata la storia di una delle figure più geniali e scellerate del XVIII secolo in Francia. Tanto geniale che S. arriva a paragonarlo a De Sade e Napoleone, e del quale oggi non si ha memoria, solo perchè la sua grandezza, a differnza degli altri, fu in un campo che nella storia non lascia traccia: il regno degli odori. Jean-Baptiste Grenoville, questo è il nome del nostro eroe, fin dall'infanzia aveva un dono: un olfatto fuori dal comune, che gli permetteva di percepire odori che, comuni esseri umani nemmeno conoscevano, l'olfatto dunque, il meno nobile dei 5 sensi. Forse, quello che nell'evoluzione umana ha perso più valore ed è rimasto quasi prerogativa degli animali, qui viene adirittura visto come chiave per i cuori delle persone. Ma venniamo alla storia. Grenoville nacque da una donna che voleva subito sbarazzarsi di lui. Ella lavorava in una pescheria, vicino ad un cimitero e il puzzo le aveva ormai reso del tutto insensibile l'olfatto; fatto sta che appena nato Grenoville venne buttato tra gli scarti del pesce. S. non dice esplicitamente che furono queste condizioni a far si che Grenoville, per una sorte di legge del contrappasso, ricevette il suo dono, ma calca talmente tanto la mano sulla descrizione del puzzo, che almeno io ho interpretato la cosa in questa maniera. Ma è qui che viene fuori un 'altra caratteristica imprescindibile del personaggio, la sua tenacia, la sua forza di restare attaccato alla vita anche quando non ha senso. nella metafora per me più bella del libro, che S. ripete più volte , Grenoville viene paragonato ad una zecca, che rimane li appesa, e con una s ola goccia di sangue come nutrimento può andare avanti per moltissimo tempo, in attesa che le cose migliorino. La forza di volontà di Grenoville, dicevo, fece si che egli non mollò, continuò a gridare, finchè la gente lo sentì, lo salvò, e denunciò la madre che venne ucccisa.
Iniziò così la vita di Grenoville orfano, che da subito ebbe difficoltà nei rapporti con gli altri esseri umani, così diverso dagli altri com'era. Infatti la balia cui era stato affidato si rifiutò di tenerlo, in quanto affermava che, oltre a mangiare troppo, non aveva l'odore normale dei bambini. E di questa cosa Grenoville si accorse, quando, neuseato dagli esseri umani si ritirò in una caverna strettissima priva di alcun odore, la scoperta lo rese tristissimo, quasi lo uccise: lui che poteva sentire e riconoscere qualsiasi odore era priva di odore. E proprio per questo, si intuirà poi, tutte le persone che Grenoville incontrerà nella sua vita, si sentiranno a disagio con lui. Ma a Grenoville delle altre persone non importò mai nulla. Lui aveva solo una passione degli odori e si capirà poi, un'ambizione, creare il profumo migliore del mondo, un'aroma che nessuno aveva mai sentito. Fu così che il piccolo Grenoville crebbe, iniziando a catalogare tutti gli odori che sentiva, finchè un giorno mentre lavorava come conciatore, si dovette recare dal maestro profumiere Baldini, a appena entrato, capì che lì avrebbe potuto perfezionarsi, imparare ad estrarre essenze dalle singole cose, fiori, piante, tutto.
Così riuscì a farsi assumere, e risollevò con le sue ricette la sorte della bottega in declino. Ma lui ovviamente era tenuto come garzone, Baldini si prendeva tutto il merito e a Grenoville andava bene, lui voleva solo prendere l'attestato da garzone e crearsi così una posizione che lo mettesse al di fuori dai sospetti e affinare le tecniche per preparare il miglior profumo di sempre. Una sera però successe una cosa, che segnò per sempre la vita di Grenoville; fu attratto da un odore che non aveva mai sentito, lui che nella sua memoria aveva catalogato migliaia di odori. Era il profumo di una ragazza dai capelli rossi che Grenoville "colse" uccidendola. La ragazza a lui non interessava ma solo il suo profumo. Finito il tirocinio, se ne andò da Baldini, da Parigi, stanco e nauseato dalle persone e si ritirò per anni, come detto nella caverna, isolata, lontana da tutto e da tutti. Quì Grenoville si gustava gli odori "raccolti" in particolare si ubriacava spesso col profumo della ragazza dai capelli rossi, aveva tutto quello di cui aveva bisogno, lui la zecca Grenoville mangiava radici, scarafaggi, leccava l'acqua che scendeva da un muro, aveva superato malattie moratli, per la forza che, scoprire un profumo nuovo, gli poteva dare. Andava tutto bene. Fino al momento in cui si accorse di non avere un odore.Proprio lui e dallo spavento quase morì. Fu così che dovette scappare e tornare tra gli umani. Quì raccontò che era stato rapito e tenuto in una caverna per anni, fu così che un nobile lo fece oggetto di una sua teoria di studio, lo ripulì e gli diede un aspetto da persona normale. Lui,G. brutto, gobbo, segnato dalle malattie, che npn aveva mai pensato di poter sembrare una persona normale e neanche mai gli era interessato, per poter portare a termine il suo piano aveva bisogno di essere uno tra tanti, solo una cosa gli mancava, un profumo come tutti gli altri esseri umani. Fu così che si fece portare dal nobile da un profumiere dove, "ricostruito" un profumo tipico degli esseri umani e, provandolo, vide che gli altri umani lo trattavano come loro. Fu addirittura in grado di costruire vari tipi di profumi che, a seconda delle necessità, lo facevano più o meno notare dalla gente. Ma questo solo una volta arrivato a Grasse, cittadina rinomata per la sua scuola profumaia, si fece assumere da un maestro profumaio, per carpire nuovi segreti e nuove tecniche, più avanzate e soprattutto perchè aveva annusato nuovamente un profumo buonissimo, tipo quello della ragazza dai capelli rossi, ma ancora più buono...solo ancora un po' acerbo. Un "fiore" che avrebbe colto di lì a due anni e che sarebbe stato l'elemento essenziale del profumo più buono che l'uomo avesse mai sentito. Per saper come va a finire, bisogna leggere il libro :-)!
Da parte mia posso dire che se siete appassionati di thriler, beh questo libro non fa per voi, è privo di colpi di scena, la trama è spesso anticipata dallo scrittore e comunque il susseguirsi delle vicende è attendibilissimo. Però il libro è ben scritto, è bello il modo in cui Suskind descrive i prodedimenti, gli odori, che sembra quasi di sentire, anche se a volte le descrizioni sono lunghe e ridondanti nel corso del libro. Soprattutto a metà, la trama è stagnante, ma per quel che mi riguarda, l'autore voleva un libro così. Non basato sulle azioni, praticamente non ci sono dialoghi, lo definirei un "libro psicologico". Da 2 spunti in particolare, la forza che può dare l'avere un sogno, una passione, l'inseguirlo, ma anche il pericolo di non avere altro. Il calpestare tutto e tutti e poi una volta realizzato, una volta arrivati alla meta prefissa, al realizzarsi del sogno della vita, sia pure immerso, come poter dominare tutti gli uomini, il capire quanto questo sia poca cosa, se non si ha altro dentro.
Forse la morale è un po' forzata, frutto del mio dover sempre andare a leggere tra le righe. Però per me il profumo è questo.
Se non si cerca una chiave di lettura secondaria, non capisco come si possa considerare un best seller.
Che dire, spero che qualcuno lo legga, cosi ci confrontiamo!

VOTO: 7

Fabio O.

13/09/08

IL LIBRO DEL MESE


LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO
di Nicholas Sparks

"Le parole che non ti ho detto" è un romanzo rosa, scritto dal famoso Nicholas Sparks, ambientato nella Boston e Wilmington del nostro tempo, che fanno da teatro alla burrascosa ma allo stesso tempo meravigliosa storia d'amore tra Theresa e Garrett.

Theresa è una donna che ha appena varcato la soglia dei 36, una donna comune, come tante al mondo, ma con una differenza che la distingue da tante altre: porta due maschere, una, che è quella della giornalista famosa e molto impegnata, titolare di una rubrica settimanale del giornale Boston Times, ma che trova comunque un ritaglio di tempo per il figlio, che si "contende" con l'ex marito, ormai sposato e con una propria nuova famiglia; e l'altra che è quella che nei momenti di solitudine prende il sopravvento, quella che la fa sentire sola, metà di qualcosa che non esiste, metà di qualcosa che non è mai esistito e mai esisterà. Una donna che ha paura del momento in cui il suo cuore emetterà l'ultimo battito, perchè sarà sola.
La stessa donna, che verso dicembre, quando il figlio è via per un periodo di vacanza dal padre, decide di concedersi una pausa, uno stopo, dal frenetismo quotidiano di Boston, andando insieme alla sua più cara amica, che non è altri che la sua caporedattrice, in vacanza.
E non forse a caso, il destino, durante una passeggiata in riva al mare, decide di fargli trovare una bottiglia, ma non una qualsiasi, una bottiglia che custodisce al suo interno una lettera.
Una lettera che contiene le strazianti parole di un uomo, che ha perso la sua amata.
Un messaggio che turba e commuove Theresa, tanto da spingerla a cercare chi l'ha scritta.
Il ferito e romantico scrittore è Garrett, un uomo anche lui oltre la trentina, biondo e dagli occhi azzurri, un classico dell'immaginazione del principe azzurro, che però non è milionario, non vive in un bellissimo castello, non cavalca un puledro bianco e non ha ucciso un drago; perchè semplicemente guadagna quel poco che gli basta per vivere nel suo negozio di diving e nei corsi da sub che lui stesso tiene, vive in una piccola casetta da cinque stanze e una veranda che porta direttamente con i piedi sulla spiaggia, ha un pick-up del '70, e l'unico drago che avrebbe dovuto sconfiggere, non riuscendoci, era la morte dell'amata moglie, persa qualche pugno di anni fa in un incidente d'auto.
Hanno una cosa di particolare in comune: le maschere, e quella di Garrett è poco differente da quella di Theresa, anche lui si sente solo, ma con una sola differenza, lui non vuole dimenticare, non vuole concedersi il privilegio che la memoria gli vorrebbe donare, e continua a vedere lei, sua moglie, e per sentirla ancora viva, ancora vicino a se, le scrive delle lettere, come quella che ha trovato Theresa, affidandola a quella infinita madre, che è il mare.
Per una serie di coincidenze il desiderio di Theresa si avvera, si incontrano, e tra loro sboccia una travolgente passione. Che tuttavia non è al riparo dalle tempeste della vita.
Un romanzo che vale la pena leggere solo per il sentimento che la penna di chi lo ha scritto trasmette. Un romanzo che ti fa capire che l'amore non ha limiti e tempo.
Un romanzo che ti fa capire che non c'è tempo, il tempo per il giusto o per il sbagliato, non ci si può permettere di giudicare, perchè quando arriveremo alla meta della nostra vita, e ci chiederemo il
"Perchè" abbiamo fatto una distinzione sul da farsi, sforzandoci di scegliere un cammino, perchè tanto si arriva tutti allo stesso punto, e niente è giusto o sbagliato.
Non esiste un giusto o uno sbagliato.
Non esiste nero e bianco. Dolce o salato. Magro o grasso.
Esiste solo quello in cui si crede.


Tarducci Federica

07/07/08

IL LIBRO DEL MESE

Suad

BRUCIATA VIVA


Recensione:
Bruci
ata viva è un libro-testimonianza autobiografico, che narra la crudele storia di Suad, in un piccolo villaggio della Cisgiordania, dove nascere donna è una maledizione.

Suad, con molta forza di volontà, narra la sua vita, la crudeltà e freddezza del padre, le leggi ingiuste del suo villaggio, la discriminazione delle donne, l’onore della famiglia, le violenze maschili che le donne sopportano, le particolari usanze e il difficile ritorno alla vita in un paese a lei sconosciuto.

Racconta di come, un giorno, mentre faceva il bucato nel giardino, arrivò suo cognato, e dopo una rassicurante affermazione, le svuotò addosso una tanica di “liquido freddo” e subito dopo le diede fuoco. Appunto “bruciata viva”, la punizione inflittale per aver commesso il peggiore dei peccati: essere rimasta incinta prima del matrimonio. Quello doveva essere l’uomo della sua vita, colui che le aveva promesso di sposarla , l’uomo che amava e che invece è scappato lasciandola sola.

Ma lei, nonostante le ustioni di terzo grado e la pessima assistenza medica ricevuta in ospedale, grazie a Jacqueline, una donna che era in Medio Oriente per Terre des hommes, un’organizzazione umanitaria che collabora con il Comitato Internazionale della Croce Rossa per dare aiuto ai bambini abbandonati, handicappati o denutriti p, è riuscita a sopravvivere e a partorire il suo bambino, fuggendo in Europa.

Qui si è rifatta una vita e,con un nuovo nome e con indosso una maschera che protegge e nasconde il suo viso deturpato dal fuoco, è riuscita a sfidare la legge degli uomini e la loro sete di vendetta.

Suad è lo pseudonimo che ha scelto per spezzare il tabù del silenzio e dell’accettazione, per far conoscere a tutti la sua storia, una storia che ha fatto il giro del mondo, che ha commosso e indignato milioni di lettori.

Un libro che cattura e fa capire come la donna “bianca” sia fortunata, una storia che ci fa sentire nullità quando pensiamo che la vita abbia smesso di sorriderci.


Federica Tarducci



11/05/08

IL LIBRO DEL MESE


TRE BRAVI RAGAZZI
di Federica Sciarelli


Il libro ripercorre la storia di una delle vicende più macabre avvenute nel nostro paese durante il secolo scorso:
IL MASSACRO DEL CIRCEO.
Federica Sciarelli, giornalista e conduttrice di "Chi l'ha visto?", descrive in maniera scripolosa gli avvenimenti che si verificarono tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre del 1975 in una lussuosa villa del Circeo.
Il titolo "Tre bravi ragazzi" spiega già in modo ironico il centro della vicenda: nessuno avrebbe mai pensato che ragazzi così per bene potessero arrivare a tanto.
Per i fatti avvenuti in quella villa una ragazza, Rosaria, morì e l'altra, Donatella, si salvò solo perchè si finse morta, dopo aver subito per un giorno intero violenze e torture.
La testimonianza di Donatella riuscì ad incastrare i tre ragazzi, uno dei quali fuggì e non venne più ritrovato.
Dal 1975 la storia riaffiora ai giorni nostri perchè uno dei "tre bravi ragazzi", Angelo Izzo, commette nuovamente un duplice omicidio ai danni di moglie e figlia della ex compagna di cella.
Attraverso le testimonianze e i documenti dei processi emerge una storia inquietante lunga trent'anni.



Eleonora

07/04/08

IL LIBRO DEL MESE

MAIALI E MENAGGMENT
di Paolo Cevoli


Nato e cresciuto nell'hotel di famiglia, Paolo Cevoli inizia da adolescente ad avvicinarsi al mondo del lavoro e a capire come l'importanza ed il segreto del lavoro stesso, fosse dare contentezza agli altri, perchè questo avrebbe di riflesso dato gioia a sé stessi, indipendentemente dal lavoro che si fa.

Un imprenditore con una forte amnesia per la grammatica è il protagonista di questo libro, che fra le risate insegna una cosa sopra le altre;
se tutti imparassimo a volgere una qualsiasi cosa in modo positivo rideremmo come matti, saremmo più sereni ed esisterebbe molta meno gente malata.

Consigliato!!!!


Valentina

12/03/08

IL LIBRO DEL MESE

IL SIMPOSIO DI PLATONE


L’AMORE NON POSSIEDE NE IL BELLO NE IL BUONO,L’AMORE PUO’ SOLO DESIDERARE IL BELLO E IL BUONO.!!!
COS’E’ L’AMORE?????
L’amore e’ un potente demone benefico. E' il messaggero tra noi e gli Dei,E’ LA FORZA COSMICA,che unisce il distacco tra noi e gli Dei.
CHI HA GENERATO L’AMORE???? DA CHI NASCE????
Il giorno che nacque Afrodite dea della bellezza, gli dei dettero un banchetto,al banchetto partecipo’ INGEGNO(dio dell’arte di arrangiarsi) figlio della SAGGEZZA ,bevve molto nettare e si addormento’nel giardino di ZEUS….A SIRMINIA( DEA INDIGENTE, DELLA RELAZIONE E DELLA POVERTA’) CHE ERA ANDATA FINITO IL PRANZO A RACCOGLIRE LE BRICIOLE,venne in mente di giacere vicino a INGEGNO,cosi’ fu concepito AMORE, AMANTE DEL BELLO, perche’ nato il giorno in cui nacque AFRODITE.
FIGLIO DELLA POVERTA’
SCARNO NE DELICATO NE BELLO
ALTO SCALZO
SENZA CASA
SPESSO DORME PER TERRA ,DOVE TROVA!!
MA E’ ANCHE FIGLIO DI INGEGNO QUINDI :
CORAGGIOSO ,SEMPRE ALL’ERTA,CACCIATORE,
AMORE E’ SEMPRE BRAMOSO DI PENSIERI
SEMPRE FILOSOFO –MAGLIARDO –SOFISTA
NELLO STESSO GIORNO PUO’ ESSERE ESUBERANTE DI VITA ….
.E POI SUBITO DOPO MORIRE
Amore puo’ conquistare tutto ma invano, perche’ tutto cio’ che conquista le sfugge sempre tra le dita,COSI’ AMORE NON POSSIEDE MAI NIENTE.
PERCHE’ L’AMORE E’ FILOSOFO??????
Perche’ la SAGGEZZA e’ la cosa piu’ bella e amore non puo’ x sua natura amare altro che il bello!!!!!
AMORE E’ IL SOGGETTO AMANTE COLUI CHE DESIDERA IL BELLO (SOGGETTO AMATO),SEMPRE IMPAZIENTE E AVIDO, SENZA TREGUA,PRIVO DI BELLEZZA E DI GRAZIA.
QUALE UTILE RECA AGLI UOMINI L’AMORE???
Non desiderano tutti gli uomini la felicita’ e la bellezza, questo desiderio e’la forza dell’amore potente e astuto seduttore,ogni ammirazione al bene dovrebbe prendere il nome di AMORE!!!!!!
LA FINALITA’DELL’AMORE E' LA…. PROCREAZIONE !!!!!!!
Non esiste essere umano che non provi desiderio di procreare sia con il corpo che con l’ANIMA
L’AMORE DESIDERA QUELLO CHE NON HA ….
Ma i veri amanti cosa desiderano??? Desiderano il bene che si traduce con il bello….
BENE E BELLO OVVERO IL DESIDERIO DI PROCREARE con il corpo e con l’anima.
C’E’ UN MOMENTO DELLA NOSTRA VITA IN CUI UNO SENTE DI VOLER PROCREARE
L’unione tra un uomo e una donnaE’ UNA CREAZIONE DELLA BELLEZZA che contiene qualcosa di divino.Quando l’essere bramoso di concepire s’accosta alla bellezza sente un appagamento delizioso e tutto fiorisce…se AMORE FA tutto questo in armonia con la bellezza genera e crea, ma se LO fa con la bruttezza DIVENTA CUPO E TRISTE E si ritrae in se stesso
Si sente impotente incapace di concepire.
FARE UN FIGLIO E’ LA SOLA MANIERA CON CUI L’UOMO POSSA ACCEDERE ALL’IMMORTALITA’.
MA ATTENTO SOCRATE La bellezza dell’anima e’ piu’ preziosa di quella del corpo e si avvale della bellezza della SAGGEZZA e all’insaziabile passione di CONOSCERE e quando la tua anima avra’ fatto della bellezza SPIRITUALE la sola ragione di vita,allora conoscerai la cosa piu’ importante della tua vita la conoscenza del bello,allora contemplerai la bellezza eterna senza nascita ne morte,una bellezza assoluta che non si altera mai!!!!!!!!


FILANTI LUCIANO

04/02/08

IL LIBRO DEL MESE - Febbraio




ROSA D'INVERNO
di Kathleen E. Woodiwiss -




In questo libro, un romanzo ambientato in Inghilterra nel periodo tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800, si narra un’avventurosa storia, forgiata dalla passione e dal pregiudizio: la storia di una giovane, di nome Erienne, che dopo la terribile morte della madre, è costretta ad occuparsi del fratello, sempre sbronzo e invalido del braccio destro, e del padre, che la tratta come un oggetto di sua proprietà, proprio perché donna.
Ma entriamo nella storia.
Siamo nell’ottobre del 1792, quando Avery Fleming, sindaco di Mawbry, un paese nel nord dell’Inghilterra, per pagare i tanti debiti di gioco decide di far sposare la propria figlia, Erienne, a qualsiasi uomo, che “come uniche caratteristiche abbia un portafogli ben fornito, e anche una vena di taccagneria”; ciò sta a significare che l’ unica lista di pretendenti che la giovane è chiamata a considerare è esclusivamente formata da anziani signori, “ricurvi e bavosi”.
Una mattina, mentre Erienne attende l’ennesimo dei suoi pretendenti, accade qualcosa che cambierà la sua vita.
Qualcuno bussa alla porta, è un uomo, alto, snello, ben vestito, con gli occhi chiari e i capelli raccolti in una coda; l’uomo più bello che lei abbia mai visto.
Ma il padre rompe ben presto la magia della sintonia nata fra i due giovani: è lui il “miserabile” che ha ridotto il fratello nello stato di invalidità, la causa della loro rovina economica, ovvero Christofer Seton.
In lei nasce allora il disprezzo per quell’uomo verso cui, nonostante tutto, si sente attratta.
Il fascino del giovane ha attirato anche l’attenzione di Claudia Talbot, ragazza di ricca famiglia, che da sempre considera Erienne la sua più acerrima rivale.
Ad una complessa storia di amore e odio si intrecciano misteri, fantasmi e mostri, proprio come verrà giudicato Lord Saxton, l’uomo venuto a vendicare il nome della sua famiglia, e che ha sempre il volto celato sotto un cappuccio di cuoio, perché rimasto ustionato in un incendio, proprio l’uomo che Erienne, alla fine, con rabbia, dolore e timore sarà costretta a sposare.
In seguito, come nella famosa favola che fa sognare tutti gli innamorati, quella della “bella e la bestia”, Erienne troverà pian piano la forza di accarezzare quel volto di cuoio e di guardare attraverso le fessure di quella maschera, senza la paura di quegli occhi che la fissano.
Ma non è finita qui; c’è anche una storia di banditi, desiderio, vendetta, e un cavaliere oscuro che se ne va in giro di notte,a fare il giustiziere.
E ancora storie di desiderio, amore, passione e tentazione, che ti fanno venire voglia di continuare a leggere e continuare a sognare.
Nel titolo del romanzo è racchiusa la morale di tutta la storia, perché, come si dice nella leggenda, “una rosa che sboccia d’inverno, reca la promessa di un vero amore”.




Federica Tarducci

07/01/08

IL LIBRO DEL MESE


MENO MALE CHE CI SEI
di Maria Daniela Raineri




Meno male che ci sei è un romanzo che racconta la storia di Allegra, diciassette anni, una ragazza carina, con una vita normale, fatta di litigi con i genitori, scuola, amiche e amori.
Dopo tante esitazioni riesce a conquistare Gabriele, ma in un momento bellissimo che riesce a condividere con lui le viene data la notizia più brutta che una ragazza della sua età può sentirsi dire: in seguito ad un incidente i suoi genitori muoiono. Allegra viene "sbattuta" a casa dei nonni dove non si sente per nessun motivo a proprio agio. Un giorno per caso all'interno del PC del padre scopre delle e-mail inviategli da un'amante. Allegra vede in quelle parole una speranza e decide di mettersi in contatto con la donna, Luisa. Allegra ha talmente bisogno di cambiare che decide di trasferirsi da Luisa. Nonostante la strana situazione la ragazza ritorna a vivere la sua vita in maniera piuttosto normale. Anche Gabriele, che dopo il funerale dei genitori si era allontanato, si riavvicina ed iniziano così una bella storia d'amore. Le cose sembrano andare per il verso giusto fino a che Allegra e Gabriele, dopo varie incomprensioni, si lasciano. Nel frattempo Luisa, dopo la dolorosa relazione finita tragicamente con il padre di Allegra, incontra Giovanni ed inizia una nuova storia con lui. Luisa aspetta un bambino; Allegra si sente di troppo ed inoltre commette un errore troppo grande per poter continuare a vivere sotto lo stesso tetto di Luisa. Le due si separano. La vita di Allegra sembra non poter cadere più in basso di così finchè, in circostanze poco piacevoli, lei e Luisa si ritrovano. Luisa non ha più al suo fianco Giovanni, ma non ne sente la mancanza. Il vero vuoto era quello lasciato da Allegra.


Eleonora

19/12/07

IL LIBRO DEL MESE


IL MIO PAESE INVENTATO
di Isabel Allende


Il protagonista indiscusso del romanzo è il Cile, la patria da cui Isabel Allende fu costretta a fuggire dopo il golpe militare del 1973 e che per tutta la vita ha fortemente sognato e desiderato.
L'autrice, ritornando finalmente nella sua terra d'origine, riscopre il Cile con tutte le sue meraviglie e le sue contraddizioni.
Ci racconta in modo appassionato e coinvolgente, i vizi e le tradizioni del popolo cileno, la storia della sua famiglia, i momenti della sua infanzia, creando un insieme di volti, personaggi, avvenimenti che danno vita e anima al romanzo.
Ma ciò che emerge non è la semplice descriziopne di ciò che è il Cile, infatti alla realtà fisica e contemporanea del paese si mescolano la nostalgia, le fantasie, i ricordi dell'autrice: rivivono nitidamente paesaggi, case, persone ormai scomparse, cancellate dal tempo.
Quello dell'Allende è quindi in realtà un paese "inventato", dove immaginazione e desiderio vengono proiettati nel reale e lo modificano, cresndo un paesaggio interiore in cui non esiste un ordine cronologico.
In questo viaggio, in cui passato e presente si uniscono indistricabilmente, l'Allende ritrova se stessa, la sua anima cilena, la sua curiosità, la gioia del ricordo e la speranza per il futuro.


Roberta A.



Questo libro sarà disponibile per il prestito per tutto il mese di dicembre.

12/11/07

IL LIBRO DEL MESE




E' UNA VITA CHE TI ASPETTO
di Fabio Volo



Francesco è il protagonista del libro "E' una vita che ti aspetto" di Fabio Volo.
La sua storia rappresenta un po' la vita di molti ragazzi di oggi:
è un normale trentenne, laureato, con un buon lavoro, stressante ma remunerato, ha storie di sesso con ragazze sempre diverse, ha difficoltà a comunicare con i genitori anche se è molto legato alla sua famiglia, vuole smettere di fumare ma si fa le canne, è ansioso di crescere ma rimpiange i tempi in cui da piccolo la nonna lo portava alla giostra.
Francesco però non è felice.
Gli manca qualcosa, si accorge che in realtà lui esiste ma senza vivere davvero.
Vivere è un'altra cosa.
Un giorno finalmente si accorge che così non va.
Vuole fare venire fuori quello che è veramente.
Vuole riappropriarsi del suo tempo, imparare a volersi bene.
Decide così di partire per un nuovo viaggio alla ricerca di se stesso, alla scoperta della sua vita.
E' possibile dunque vincere la depressione, l'ipocondria, il torpore esistenziale!
Chiedetelo a Francesco e a Ilaria; si perchè il tutto ha un lieto fine.
Con questo libro Fabio Volo si conferma capace di esplorare con un linguaggio semplice, quotidiano, mondi interiori, complicati, di tutti, di ognuno.



Dorotea







Questo libro sarà disponibile per il prestito per tutto il mese di novembre.

01/10/07

IL LIBRO DEL MESE


IL RITRATTO DI DORIAN GRAY di Oscar Wilde

Riassunto
Dorian Gray è un giovane bellissimo. Quando un suo amico pittore, Basilio Halloward, gli mostra il ritratto che gli ha fatto, egli stesso rimane turbato ed affascinato dalla propria bellezza e formula un augurio: che la vita e le sue vicende non lascino traccia sul suo volto, ma vadano a segnare quello del ritratto. Come per magia, come se il giovane avesse stretto un patto con il diavolo, il desiderio si avvera. In compagnia di Enrico Wotton, un amico che lo affascina con le sue idee, Dorian conduce una vita di piaceri, senza scrupoli si disfa di tutti coloro che ritiene importuni: della giovane innamorata Sibilla che abbandona, e dell'amico pittore che uccide perchè si sente rimproverato dai suoi sguardi e giudizi.
Nonostante tutto ciò il suo volto continua a restare quello di un bellissimo adolescente, mentre su quello del ritratto si sono impressi i segni della vecchiaia e del male; quel quadro è l'immagine più eloquente e fedele dell'animo del giovane. Dorian continua a non sopportare quel ritratto ed un giorno si avventa su esso, dimenticando che colpire lui equivale a colpire se stesso. Morendo egli acquisterà la sua vera fisionomia, cioè quella di un uomo invecchiato dalla vita irregolare.

Recensione
In questo romanzo di Oscar Wilde il mito della bellezza e della ricercatezza è palese in tutto il racconto: la vita è concepibile e ha un senso solo se è realizzata in forma estetica. Al di là di ogni valutazione del bene e del male la Bellezza afferma i suoi diritti e prevale su ogni regola morale. Però il culto della bellezza, senza una ragione vera di vita, finisce con il fallire, con il rovinare irreparabilmente il protagonista. Sul volto di Dorian Gray alla fine si formano le rughe e i segni della sofferenza, cioè della vita. L'eterna bellezza e giovinezza diventa per Dorian una condanna. Avendo ormai provato di tutto, fatto ogni tipo di esperienza, l'uomo non trova più motivi per i quali vivere e la sua esistenza diventa insopportabile. Sugli amici non può contare, poichè questi hanno seguito il corso regolare dell'esistenza, invecchiando o morendo; i ragazzi che vede crescere non appartengono al suo mondo; pur apparendo giovane e spregiudicato Dorian si porta appresso una mentalità legata al suo tempo. Tutto ciò lo porta a desiderare la morte, a rompere quel quadro e quel patto.

Marica


Questo libro sarà disponibile per il prestito per tutto il mese di ottobre.